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La dipendenza da gioco d’azzardo

Il gioco d’azzardo, nella sua forma patologica, rappresenta una delle dipendenze che ha attratto, da non pochi anni, l’attenzione di studiosi e di professionisti.

Esso, infatti, è in grado di produrre danni seri all’equilibrio mentale del soggetto interessato. La dipendenza da gioco d’azzardo, nota anche come ludodipendenza, trasporta il soggetto in un universo ove vengono a mancare le regole “sane ed equilibrate” del gioco, della socialità, del divertirsi insieme. Il giocatore tende ad isolarsi ( e ciò è facilitato oggi dalla possibilità di potersi collegare a piattaforme di gioco online avendo a disposizione un cellulare o un pc, una carta di credito e una connessione Internet e ove senza essere giudicati dagli altri e senza essere visti, è possibile accedere all’attività desiderata in ogni ora del giorno). La persona che manifesta questo disturbo patologico precipita in un mondo governato dall’ossessività, dalla compulsione, dalla sfrenata ripetitività. I danni che provoca possono riguardare quanto se stesso tanto le persone a lui vicine, come ad esempio amici e familiari.

E’ opportuno operare una distinzione tra giocatore d’azzardo non patologico e giocatore d’azzardo patologico. Nel primo caso il soggetto gioca per diletto, per puro piacere, perché magari attratto dai quei determinati giochi o attività, senza lasciarsi sopraffare da essi. Può essere un giocatore saltuario, abituale o ancora soltanto occasionale ( magari preferisce giocare soltanto in determinate festività o occasioni). Un giocatore abituale, inoltre, non è detto che debba essere contraddistinto come un “patologico” in quanto per essere definito tale, occorre considerare una serie di importanti fattori. Tra questi possiamo citare la già citata compulsione, l’incapacità di darsi un freno e di smettere di giocare qualora non si abbiano più soldi a disposizione.

Il giocatore d’azzardo patologico non è in grado di autolimitarsi e il gioco va inevitabilmente ad interferire con la famiglia, il lavoro, la vita sentimentale e privata. Possiamo distinguere inoltre il giocatore patologico da quello impulsivo-dipendente: nel primo caso il gioco diventa un’attività che lo distrugge e il tutto è incentivato in senso negativo da complesse dinamiche psichiche. Nel secondo caso, invece, la persona sviluppa un rapporto compulsivo e di totale dipendenza dal gioco d’azzardo. Il soggetto, in entrambi i casi, mente a se stesso ed agli altri, ricorre a ragionamenti che lo portano a giustificare le sue azioni.

Il gioco d’azzardo assorbe completamente la persona che quando non gioca diventa irritabile. I tentativi di interrompere le attività, da cui è completamente preso, risultano fallimentari: il soggetto non riesce a limitare, a contenere, ad interrompere, a ridurre il gioco. Inoltre, tende a raccontare falsità e bugie, cercando di giustificare il proprio comportamento. La necessità di avere sempre a portata di mano denaro da puntare nelle giocate, lo porta spesso a chiedere ad amici e parenti soldi e non si escludono casi di furto oppure di frode, soprattutto quando non si ha più modo di ottenere grosse cifre tramite prestiti.

Il soggetto affetto da ludodipendenza presenta una sintomatologia collegata ad astinenza, dal momento che quando non gioca tende a diventare ansioso ed irritabile e ad incapacità di autocontrollarsi, in quanto non riesce a smettere e giustifica il suo comportamento utilizzando ragionamenti solo apparentemente logici. Il soggetto, inoltre, non riesce più a curare le relazioni familiari ed extra-familiari, può perdere il lavoro e se studia, può arrivare a compromettere anche il conseguimento di un diploma o di una laurea. Il bisogno di recuperare, costi quel che costi, denaro e perdite, lo porta ad una corsa frenetica continua, spasmodica che lo induce a puntare sempre più in alto.

Oggi, la crescente diffusione di pratiche di scommessa legali, può alimentare facilmente le speranze di quanti credono, in questo modo, di accaparrare fortune. Tale forma di dipendenza, infine, può essere curata grazie all’aiuto della psicoterapia e di farmaci coadiuvanti.

Fonte: Centro Recupero Dipendenze San Nicola

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