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Ecco la pillola che rallenta l’invecchiamento

Vivere cent’anni o più potrebbe da oggi non essere più un’utopia, ma una realtà tangibile. Ecco la pillola anti invecchiamento.

La ricerca della longevità è infatti la base delle ricerche effettuate da un pool di scienziati del Buck Institute for Research on Aging della California, che si è impegnato ad analizzare l’impiego di una molecola chiamata metformina, già impiegata con successo per curare il diabete. La pillola allunga-vita sarà testata a partire dal prossimo inverno negli Stati Uniti e, secondo i ricercatori, potrebbe proporsi utile per sconfiggere malattie degenerative gravi come il morbo di Parkinson e l’Alzheimer.

La metformina è stata ampiamente testata in laboratorio sugli annali e ha dimostrato nel corso delle ricerche un allungamento della vita del 40%, incidendo positivamente sulla salute delle ossa. Secondo Gordon Lightgow, responsabile del centro di ricerca californiano, al giorno d’oggi la comunità scientifica ha compreso le ragioni dell’invecchiamento, cosa impensabile vent’anni fa, e può quindi cercare di porvi rimedio utilizzando i giusti composti e i giusti farmaci, che lavorano per contrastare le manifestazioni e le patologie che sono tipiche dell’età senile.

I ricercatori interpellati sulla volontà di ricercare l’elisir di lunga vita hanno risposto che non si tratta di nulla di tutto questo, ma di una ricerca di ampia portata, che desidera affrontare il tema dell’invecchiamento aumentando lo stato di salute degli esseri umani. Queste sono state le parole di Stephanie Lederman, direttore esecutivo dell’American Federation for Aging Research di New York che ha collaborato con l’iniziativa della clinica californiana. Gli studi si sono quindi concentrati su una ricerca anteriore, la quale aveva dimostrato che i pazienti diabetici trattati con la metformina avevano dimostrato un’aspettativa molto più lunga di vita rispetto ai pazienti sani.

I ricercatori, forti della conoscenza dei processi di invecchiamento, hanno quindi scelto di dimostrare come un farmaco noto per le sue potenzialità antidiabetiche possa essere impiegato sugli esseri umani per rallentare l’invecchiamento e per aiutare le persone a guarire dalle patologie degenerative. Si tratta di una sperimentazione unica, raccolta nello studio chiamato Tame che è l’acronimo delle parole Targeting Aging with Metformin, ovvero “bersagliare l’invecchiamento con la metformina”. Al momento, i ricercatori stanno procedendo con il reclutamento dei partecipanti, in quanto l’obiettivo è di raccogliere 3mila persone dai 70 agli 80 anni che siano affette o che corrano alti rischi di contrarre demenze, patologie cardiovascolari o sindromi tumorali.

La prospettiva di vita evocata dagli studiosi è di ben 120 anni, mantenendo un buono stato di salute, presupposto che si rivela fondamentale per desiderare di vivere così a lungo. La metformina sarebbe quindi impiegata per prevenire la comparsa delle cosiddette malattie dell’invecchiamento, perché bombardando il processo di degenerazione si potrebbe dare vita a una longevità riconosciuta. Lo studio si propone quindi interessante e forte di poter aprire scenari davvero innovativi nel blocco delle più importanti malattie degenerative. Non ci resta che attendere l’inizio degli studi e gli eventuali sviluppi per capire se la prospettiva di vita sarà decisamente più lunga di quella che il genere umano si aspetta.

Fonte: Consigli Dietetici, dieta e alimentazione

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